Tempo bellissimo (dopo il diluvio di giovedì), vento e sole per il primo incontro della nostra Associazione.Con a bordo 17 soci – più il pilota, per evitare i cattivi pensieri dei superstiziosi, via verso il Lazzareto Nuovo, discutendo di moto ondoso, per conoscere Il Nuovo Trionfo, ultimo trabacolo tradizionale privato. Lo abbiamo visitato mentre ci veniva ben spiegato lo scopo della Associazione Compagnia della Marineria Tradizionale – con la promessa che a settembre ci si incontra di nuovo in isola anche per visitare e vedere i reperti archeologici e tornare a parlare di Parco della Laguna.
Rotta verso Mazzorbo e lunch ai Cacciatori: antipasto di pesce e risotto di go. Si mangia e si ragiona, prendendo la parola a turno – anche, ovvio, al solito, con qualche sovrapposizione di voci e tentativi di contraddittorio! Rigorosamente escluso ogni riferimento al PD e alle ultime vicende in Consiglio Comunale, nomine, aziende, Giunta, altri partiti, ecc., perché avevamo deciso – e manteniamo -che l’Associazione deve poter contare su quella libertà e quella ricchezza di apporti che nascono dalle appartenenze e dalle non appartenze! E quindi, al centro del dibattito: che città siamo, quale identità di terraeacqua, quali diversità ci configurano, quali dimensioni di modernità e tradizione, quale sviluppo e quale Venezia metropolitana, quali analisi di residenza, lavoro, turismo, mobilità ecc. ci permettono una lettura completa di una complessità che è unica al mondo dalla sua origine e che non può e non deve diventare omologazione per il futuro.
Abbiamo individuato nel metodo del confronto – in primis con le altre associazioni, numerose e differenti, che operano, e magari da tempo, su questi temi – e nel sistema di relazioni sui dossier una peculiarità che vogliamo ci contraddistingua. Abbiamo pensato che legge speciale sia il titolo del Dossier sul quale lavorare e nel quale riassumere le nostro proposte, una volta elaborate.
Compiti per casa, pagato alla romana il conto e risaliti a bordo: resocondo scritto e verbale dell’incontro di oggi – naturalmente non e’ solo questo che inserisco nel blog!- approfondimento, da parte di chi ha preso la parola, delle idee che ha proposto: 1) recupero del testo e dei dati relativi alla spesa e all’utilizzo della legge speciale; 2) circolazione dei nuovi argomenti da proporre per una sua revisione/rivitalizzazione.
Appuntamento a Zelarino per settembre, il venerdì prima della storica per cominciare il lavoro della vita della Associazione!

Saremo una ventina, tutti iscritti alla associazione “Terraeacqua Metropolitana”, domani, venerdì, a girare per la laguna anche se il tempo si preannuncia nuvoloso. Intanto oggi il solito diluvio che ci ha fatto tornare a 20 gradi e all’ombrello ma siamo fiduciosi… nella nostra complessione fisico-politica! Per cui ci ritroviamo alle 11 sotto il Calatrava o della Costituzione, per essere politically correct. Ma, per non osare troppo, non saremo più con il bragozzo. Di cerata forniti, abbiamo virato per una barca chiusa che percorrerà il Canal Grande ed arriverà alle 11.40 a prendere gli amici ai Giardinetti, per dirigersi poi verso Mazzorbo. Pranzo, come previsto, di chiacchere, giusto scambio di idee e di proposte sui prossimi mesi di attività di Terraeacquametropolitana. Un po’ di organizzazione, un po’ di contenuti. L’appuntamento è sull’acqua e per l’acqua della laguna che è così definita parte costituente della nostra mission associativa. Qualche defezione l’abbiamo avuta, vacanze o ancora lavoro per qualcuno ma il cattivo tempo no, non ci fermerà, così come non ci sta fermando la brutta epoca politica, nazionale e locale, che stiamo vivendo. Riassunto dell’incontro dopodomani e appuntamento terrestre alla viglia della Storica, per ufficializzare il programma-
Mi sono resa conto che un mostro stava arrivando da Abano verso la laguna, Chioggia-Pellestrina mentre ritiravo la biancheria in altana, alla Giudecca: un nero tremendo che avanzava, come al galoppo, ed una fascia bianca. Poi le prime notizie sui danni, nei giornali di sabato. Ieri, domenica, sono andata a Pellestrina: battello, bus 11 sul Gran Viale, ferry fino a San Pietro in Volta. Ero con Claudio Borghello, capogruppo Pd al consiglio comunale di Venezia, con Renzo Scarpa,consigliere comunale Pd e con Raimondo Ruzzier, con il quale stiamo organizzando la riunione in bragozzo per venerdì prossimo con l’associazione Terraeacquametropolitana.
Intanto va detto che la gente di pellestrina è magnifica, abituata a tirarsi su le maniche e a lavorare, perché dalle calli erano già stati portati via i detriti. Ma certo la botta c’è stata ed è visibile: tetti scoperchiati,camini caduti, alberi divelti, grondaie penzolanti o ridotte a nastri. Il mostro ha colpito abbattendosi diversamente su parti dell’isola ma certo i danni ci sono, e tanti, per i privati, oltre al solito palazzetto sfigato (è la terza volta che la copertura svola! E forse avevano ragione i vecchi che raccontavano di localizzazione sbagliata!). Siamo stati a visitare la famiglia Ballarin: al lavoro di pulizia, mentre aspettavano i vigili del fuoco – arrivati mentre noi eravamo là perché uno degli alberi impediva l’entrata principale ed uno dei camini era pericolante. La signora Ballarin ci diceva proprio del mostro che aveva visto venire avanti e che ha sradicato alberi, fatto cadere camini, saltare vetri, entrare foglie, acqua e fango, ed ancora ringraziava il cielo per il fatto che nessuno si fosse fatto male! Siamo passati poi da suo figlio :il camino era precipitato sul tavolo della cucina, per fortuna mentre erano fuori casa. Le foto le vedete sui giornali locali. Noi abbiamo visto… che si davano da fare per rimettere a posto, che i vigli e la protezione civile erano già all’opera (siamo passati in sede della Municipalità mentre era in corso una riunione con Maurizio Calligaro) e quanti abbiamo incontrato ci chiedevano che cosa avrebbe fatto la città per aiutarli. Oggi c’è Consiglio e sicuramente il Sindaco – che si è recato subito in isola – riferirà sullo stato delle cose. Noi, come Associazione, abbiamo chiesto che Borghello si faccia parte diligente per chiedere che in Consiglio, prima delle ferie estive, si faccia un punto chiaro dei danni e soprattutto si individuino le possibili soluzioni, anche in base alle risposte sull’accettazione ed il finanziamento del già richiesto stato di calamità naturale.
La Associazione TERRAEACQUA METROPOLITANA è stata formata ufficialmente!!! Tra poco avrà un logo ed un sito web per conoscere,farsi conoscere, condividere,partecipare!!! Voglio ripetere a quanti mi seguono e leggono ,che l’Associazione nasce da una precisa volontà di libera partecipazione,senza identità o schieramento ideologico,per approcciare, attraverso una democratica condivisione di idee, di pareri, di proposte, tematiche di cultura politica di un territorio,definito dal nome stesso, come la metropoli veneziana nei suoi elementi precipui: la laguna e la terraferma di area vasta. Nello spirito dell’Associazione vi è il compito di approcciare i temi con libertà di pensiero e di proposizione, per contribuire alla più onesta e corretta visione ed alle più democratiche delle risoluzioni. I soci fondatori – i 25 che si sono trovati giovedì 15 nello studio dell’avv. Pandiani, ora Segretaria dell’Associazione,che ha in me il suo Presidente – si riconoscono nello Statuto dell’Associazione,aperti ad adesioni e contribuiti di quanti, liberi da vincoli di appartenenza, decidano di dare un apporto di idee e di azione. L’idea di città metropolitana, definita attraverso i suoi elementi fisici, dà l’opportunità di approfondire tutti i temi propri di una elaborazione politico-amministrativa e dà la libertà di spaziare dalle problematiche più proprie della città d’acqua e della città di terra, ormai vivibili solo nella dimensione metropolitana, alle problematiche di una globalizzazione in atto.
Il primo appuntamento per quanti desiderino venire sarà.in barcone!!! Acqua e laguna come esperienza insieme: venerdì 30 luglio, alle 11, si parte dal pontile del Casinò a Piazzale Roma. Si gira, Raimondo alla barra, si pranza insieme a Mazzorbetto, si ragiona, si torna per le 17. Il secondo appuntamento sarà di terra, il venerdì prima della Storica (ma vi faremo sapere).
Il chiasmo è una figura retorica che ben si addice ad una associazione culturale!!!
Si chiama così la nostra associazione. Forse in molti si chiederanno se è proprio necessario avere un’altra associazione di pensiero politico, come se non bastassero quelle che ci sono (tante e con una buona capacità di presenza e rappresentanza), oltre ai partiti. La domanda è ancora più pregnante per chi, come me, è iscritto al Partito Democratico. La risposta la darete voi, la daranno i sottoscrittori. Aderire a Terra ed Acqua Metropolitana - che nel nome identifica un territorio, quello della nostra città, con i suoi temi, problemi e specificità – vuole dire voler affrontare questi temi con idee e proposte che avranno, in seno all’Associazione, un luogo di transito, di discussione e di rapporto libero, molto di più di quanto un partito (nel nostro caso il PD) possa per definizione offrire.
Non abbiamo in mente chissà quali oscure trame, e meno che mai non vogliamo adoperare la partecipazione, che speriamo forte, come strumento per forzare altre realtà. Se ancora non fosse chiaro, lo scrivo esplicitamente: Terra e Acqua Metropolitana NON E’ e NON SARA’ una corrente del PD veneziano.
Concludo questa mia breve introduzione, invitando tutti quelli che vogliono regionare e parlare liberamente ad aderire.
In allegato potete trovare la bozza dello statuto.
Statuto Associazione
Ricordo a tutti quanti volessero essere soci fondatori che l’appuntamento per la sottoscrizione è per giovedì 15 luglio, alle ore ore 18,00 presso lo studio di Lorenza Pandiani (Via Carducci n. 13 – Mestre). Sarà quella l’occasione di parlare anche dei primi appuntamenti dell’Associazione. Vi sarò grata se vorrete indicarmi per mail o sms la vostra adesione.
Un caro saluto.
Laura
Carissimi,
uno scopo è stato raggiunto: si comincia a riflettere! Voglio però dare alcune spiegazioni a quanti di voi stanno seguendo, nelle cronache cittadine dei giornali locali, la vicenda “lettera aperta” e, soprattutto, voglio che la leggiate così come è stata scritta e sottoscritta, non solo da me, ma da alcuni amici per cui l’accludo (in pdf, alla fine di questo mio scritto). Desidero così sia fatta chiarezza sia sul contenuto (chi la leggerà capirà che
non è reso colpevole nessuno in particolare ma tutti in generale, al di là delle “appartenenze”) che riguarda il PD (e non la giunta o gli altri ma
NOI). Le parole sono quelle soppesate per dare sprone e correggere una
situazione penosa a detta dei più. Le risposte schiocche (sarebbe troppo definirle vetero staliniste : attacco agli eretici, allontanamento) non aiutano e non scusano!! Definire poi “disconnessi” quanti vivono una situazione al limite della capacità di sopportazione è solo la maggiore fra le sciocchezze! Lo scopo era ed è quello di aprire un dibattito, non di chiuderlo; e di
essere onesti sul prossimo congresso comunale e provinciale, per non arrivarci boccheggianti e pronti a soluzioni pasticciate pur di chiuderli lì. L’unità nasce dal confronto delle idee; non basta la parola perché sia
vera. Occorre che, senza preconcetti e pregiudizi, si affronti questo problema: il PD veneziano sta male. Non giova a nessuno, soprattutto al PD, definirlo solo con i gradi del termometro: chi legge 37° e chi legge 39°! Bisogna lavorare sui temi, sulle progettualità, e sulle cose e su quelle idee di città che abbiamo pure espresso nel nostro programma elettorale ma che sono desaparecide durante e dopo la campagna. Dobbiamo riprendere a interrogarci sul come si fa presenza (troppo spesso abbiamo sentito dire: non si fanno più gazebi, la Lega è per strada e noi no).
Chiedo dunque che sulla base di questa “lettera aperta” si ragioni e si discuta. Non domando la sottoscrizione così come non accetto la demonizzazione. Vediamo se quanto scrivo (scriviamo) è vero o falso, se è esagerato o realista e ripartiamo da un confronto leale.
La sottoscritta ed i sottoscrittori della lettera hanno tutti rinnovato l’iscrizione 2010 al PD e qui rimangono.
Laura Fincato
LETTERA APERTA
Carissimi, è da tempo che non ci sentiamo!
Prima che qualcuno possa pensare che non ci piace più parlare di politica, desidero che leggiate questa lettera aperta. L’ho scritta , in verità, a più mani, nel senso che in parecchi abbiamo riflettuto su cosa scrivere e come. Questo è un primo risultato.
Spero di ricevere commenti e aprire un dibattito con tutti voi.
Laura
La situazione del PD veneziano si può paragonare, utilizzando terminologia medica, al paziente in prognosi riservata ricoverato in rianimazione.
L’appello congressuale si delinea come richiesta di “quieta non movere” da parte dei gruppi dirigenti, impegnati solo a garantire la successione a se stessi o se stessi, anche attraverso il riconoscimento degli errori, ma proponendo l’ineluttabilità del fato, le corresponsabilità nel declino, l’assenza di alternativa
Un congresso unitario, basato sulla logica dell’esistenza (primum vivere, deinde philosophari) sulla necessità di tenere tutto (anche gli errori politici) e tutti (anche se di posizioni incompatibili); insomma dentro una barca che galleggia male e non ha rotte da seguire.
Così si delinea un congresso bugiardo, che mira a sistemare e non a risolvere, mira a perpetuare e non rinnovare.
Invece e di cambiamento e di chiarezza che ha bisogno il PD veneziano, di rinnovamento di idee e di persone idee e fatti e di trasparenza che fanno male perché incidono.
Si sta proponendo (è sicuramente qualcosa più concreta della percezione) per linee interne e sottotraccia, l’idea di un congresso unitario, costringendo le diverse opinioni, e attuali diverse posizioni, alla solita logica: o si accetta l’unità o si diventa nemici del Partito, colpevoli di voler la distruzione di quello che resta della cosiddetta “gioiosa macchina”.
Mentre i circoli si riuniscono ed indicano (vedi circolo di Castello) soluzioni diverse, invocano cambiamenti e guide diverse, l’azione politica/amministrativa è da mesi ferma e le ultime riunioni degli organismi sono risultate, a dir poco, sconcertanti.
L’azione di presenza del PD in città è debole: lo si sente, lo si capisce, lo si misura, anche da parte degli altri soggetti politici.
La riflessione sulla gestione dei temi dell’Amministrazione, sulle originalità del pensiero del PD, non c’è da mesi ed oggi parliamo di un tesoriere provinciale, di una presidentessa dell’assemblea comunale che si sono dimessi e di un segretario comunale che si è anche lui dimesso davanti all’Esecutivo mentre non viene riunita nessuna Assemblea.
Il segretario provinciale, diventato Consigliere comunale, di fatto svolge anche funzioni di coordinatore cittadino (ad esempio, rappresentando il Partito veneziano negli incontri/trattative con il Sindaco!) mentre la situazione politica del PD nella provincia è di un partito desaparecido – come hanno dimostrano le recenti elezioni amministrative.
E’ ben vero che le responsabilità sono di tutti ma è anche vero che ammetterli non significa il solito “mal comune mezzo gaudio” e, soprattutto, non significa che qualcuno non porti maggiore responsabilità rispetto ad altri.
Non ci stiamo alla politica dello struzzo è intollerabile ed intollerabile è che si delegittimino coloro che vogliono parlare di tutto questo, e che, partendo da un’analisi dura, cercano di non essere medici pietosi ma di affrontare le difficoltà e di superarle.
Abbiamo con sensibilità, con coerenza, cercato, sempre dentro il PD, di essere teste presenti e voci chiare.
Non accettiamo che le nostre posizioni anche critiche vengano strumentalmente tacciate di disfattismo e di attacco all’attuale Amministrazione. Abbiamo svolto le primarie secondo le regole; abbiamo lavorato nel PD e con il PD, siamo grazie a questo lavoro una presenza importante in Consiglio comunale e grazie questo lavoro abbiamo contribuito lealmente e concretamente alla vittoria del Sindaco Orsoni e del centrosinistra; con questo lavoro abbiamo valorizzato il risultato del PD.
Abbiamo seguito la formazione della Giunta e rispettato le volontà del Sindaco senza produrre, (se non nel corso dell’unica Direzione che si è tenuta) critiche alla manifesta assenza di linee programmatiche originali del PD, di spinte e di propulsione, di semplice coordinamento.
Oggi sono esattamente tre mesi dalle votazioni e di questi tre mesi cosa c’è del PD?
Dove, quando, chi, ha potuto riflettere sulla ovvia, scontata, realtà politica cambiata rispetto alla precedente?
Il PD di Venezia è pur sempre il Partito di maggioranza relativa, ma il suo gruppo consiliare, composto da 17 Consiglieri, è disunito e presenta al proprio interno individualità che hanno già dichiarato di voler mantenere “le mani libere”.
Nessun calcolo numerico può sostituire, l’azione del maggior Partito in seno alla coalizione.
L’unica evidenza è la divisione che ci contraddistingue rispetto ad altre forze politiche: non siamo neppure in grado di rappresentare unitariamente le nostre “idee sulla governance – andiamo a trattare per correnti!!
Queste osservazioni, che fatalmente diventeranno pubbliche, hanno il preciso scopo di far svegliare il PD veneziano – aprendo finalmente un dibattito politico sulle gestione e sul futuro del nostro Partito – nessuno pensi a lesa maestà o, peggio, a far desistere dalla volontà di appartenenza al PD quanti sottoscrivono questa lettera aperta; c’è solo l’esigenza di aprire finalmente un dibattito serio e trasparente sulla gestione e sul futuro del nostro Partito.
Comincia l’avventura dell’Expo di Shangai: il Comune di Venezia è presente con un proprio stand, ed io sarò lì per qualche giorno. Spero di potervi aggiornare attraverso il blog e attraverso facebook su quanto avverrà in Cina.
Comincio oggi, con un primo video sulla inaugurazione.
http://www.youtube.com/watch?v=vvtNNz8iZvc
I due mesi che ci separano dalle Primarie (che si sono svolte a fine gennaio) sono volati. In questo arco di tempo abbiamo lavorato con coerenza e lealtà, all’interno del centrosinistra, per arrivare ad un buon risultato per Venezia. Non ho mai nascosto le mie idee, e tutti conoscete il lavoro che ho fatto per cercare di allargare la coalizione, per cercare di parlare a tutti i cittadini, per provare a recuperare un gap di comunicazione che aveva allontanato il PD dalle persone. Ora siamo alla vigilia del voto, un appuntamento importante e decisivo per il futuro della nostra città. Permettemi di segnalarvi i nomi di alcuni candidati consiglieri comunali, tutte persone capaci e piene di entusiasmo, che in Consiglio potranno dare una ventata di professionalità e impegno. Sono Elisa Amelio, Claudio Borghello, Carlo Pagan, Renzo Scarpa e Giuseppe Toso.
Domenica e lunedì si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Veneto. E’ stata una campagna strana, in cui si sono toccati solo marginalmente i temi che interessano veramente alle persone. Ci ha provato, con la forza dei numeri e degli studi – forza che ha sempre caratterizzato la sua azione – Giuseppe Bortolussi. Ha spiegato perché la sua candidatura rappresenta una vera novità (il centrosinistra che si apre al mondo dell’impresa) e cercando di ricordare che le incompiute di questi ultimi anni sono responsabilità del centrodestra. Ecco perché vi invito il 20 e il 29 a sostenere Giuseppe Bortolussi.